Esame ElettroNeuroMiografico (ENG/EMG) – Un nuovo servizio per la cittadinanza ai Poliambulatori del Sole

Esame ElettroNeuroMiografico (ENG/EMG) – Un nuovo servizio per la cittadinanza ai Poliambulatori del Sole

Oggi parleremo, con il Neurologo Dott. Livio Claudio Bressan, di ElettroNeuroMiografia (ENG/EMG),  un esame specialistico per individuare patologie a carico del sistema neuromuscolare

GIORNALISTA: quali sono le finalità della ElettroNeuroMiografia (ENG/EMG)?

NEUROLOGO: nell’ipotesi di un deficit a carico del Sistema Nervoso Periferico individuato grazie all’Esame Obiettivo Neurologico, l’esame ENG-EMG può orientare sulla sede, entità e tipo di lesione e aiutare a stabilire se la sofferenza è a carico delle radici nervose, dei plessi nervosi, dei nervi periferici, della placca neuromuscolare o dei muscoli.

Apparecchio elettromiografico e suo schema di funzionamento. 1 = gruppo di fibre muscolari del muscolo in esame; 2 = ago; 3 = superficie cutanea; 4= amplificatore; 5 = apparecchio registratore; 6 = oscilloscopio; 7 = altoparlante.

GIORNALISTA: quali sono i sintomi tipici che inducono il medico di base a prescrivere l’esame ENG/EMG?  

NEUROLOGO: L’esame è indicato nelle situazioni in cui si sia verificata una riduzione della forza muscolare, sia comparsa un’area cutanea di iposensibilità o si stia soffrendo di una fastidiosa lombosciatalgia e/o cervicobrachialgia. Il paziente deve rivolgersi al proprio Medico di Medicina Generale o direttamente dal neurologo, il quale deciderà se l’esame è necessario o sostituibile con altri accertamenti.

GIORNALISTA: a cosa serve l’esame ENG-EMG e, soprattutto, in cosa si distingue l’ENG dall’EMG?

NEUROLOGO: anche se l’ENG va distinta dall’EMG, le due tecniche si eseguono, generalmente, in successione e sono complementari per la diagnosi. In particolare, l’ENG serve allo studio della conduzione dei nervi, valutando i tronchi nervosi attraverso la stimolazione elettrica e la registrazione di superficie, con lo scopo di misurare la capacità dei nervi motori di trasmettere i comandi ai muscoli, e quella dei nervi sensitivi di condurre le informazioni di senso dai recettori periferici al Sistema Nervoso Centrale. Invece, l’EMG, l’esame elettromiografico, serve per analizzare i potenziali elettrici che si generano dalla contrazione delle fibre muscolari.

GIORNALISTA: l’esame ENG si distingue dall’esame EMG nella patologia neurogena periferica?

NEUROLOGO: affinché l’esame ENG sia significativo, la lesione neurogena periferica deve essere esordita da almeno tre settimane e l’esame va ripetuto ad intervalli regolari per seguirne l’evoluzione nel tempo. Quando si ha un trauma del nervo, l’ENG identifica se si tratta di una interruzione completa del tronco nervoso, o di una sofferenza delle sole fibre nervose con risparmio di una guaina che riveste il nervo o, infine, se si tratta soltanto di un danno da compressione reversibile. Nel caso invece di sindromi da intrappolamento dei tronchi nervosi come nella sindrome del tunnel carpale, del tunnel cubitale o del tunnel tarsale, lo studio delle conduzioni nervose motorie e sensitive (ENG) può bastare, anche senza che si effettui l’esame ad ago. L’esame EMG (quello con l’ago) è invece utile nelle ernie dicali con segni di denervazione nel territorio radicolare di innervazione; nelle lesioni del plesso e nelle lesioni del tronco nervoso. L’EMG è utile anche nei pazienti diabetici per monitorare l’evoluzione di un eventuale quadro di polinevrite.

GIORNALISTA: Da chi viene eseguito l’esame ENG/EMG?

NEUROLOGO: mentre la prima parte dell’esame, l’ENG, viene solitamente eseguita dal Tecnico Laureato in Neurofisiopatologia e consiste nello stimolare elettricamente i nervi periferici registrandone le risposte dai rispettivi muscoli, la seconda parte, l’EMG, viene eseguita dal Neurologo esperto in Elettromiografia e consiste nell’inserzione di un piccolo ago-elettrodo nei muscoli, effettuando un percorso che coinvolge il minor numero di nervi e muscoli esaminati, in un tempo che può variare dai 15 ai 50 minuti

GIORNALISTA: esistono delle situazioni in cui l’EMG/ENG potrebbe essere rischiosa?

NEUROLOGO: l’ENG/EMG è una procedura che per qualche soggetto “particolarmente sensibile” potrebbe rivelarsi un po’ fastidiosa ma generalmente è ben tollerata, poiché gli strumenti sono attualmente progettati per prevenire rischi per il paziente, ad esempio limitando l’intensità degli stimoli nello studio delle velocità di conduzione nervosa ed isolando gli amplificatori dalla rete elettrica. Tuttavia è necessario dichiarare se il paziente è portatore di pacemaker per l’interferenza elettrica con l’esame ENG; oppure se è portatore di una alterazione della coagulazione o se è affetto da Malattia di Parkinson e portatore di deep brain stimulators (DBS), poiché l’esame ENG potrebbe effettuare una stimolazione cerebrale accidentale.
Al contrario, non corrono alcun rischio le donne in gravidanza, e neppure esiste un rischio infettivo poiché da qualche decennio si adoperano aghi usa e getta.

Concludo dicendo che il più delle volte il paziente giunge in laboratorio di ENG/EMG spontaneamente, senza avere effettuato una precedente visita medica, adducendo sintomi vaghi, quali “debolezza generalizzata“, “dolore ad un arto” che, talora, non hanno alcuna indicazione per l’effettuazione di ENG/EMG.

Quindi ribadisco il fatto che prima di sottoporsi all’esame strumentale è necessario una valutazione del proprio Medico Curante o meglio ancora del Neurologo.

 

Qui il link all’articolo su Metropolis

Un nuovo servizio per la cittadinanza ai Poliambulatori del Sole: l’ElettroNeuroMiografico (metropolisnotizie.press)

 

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